La nostra intervista a Eleonora De Luca

Da domenica 30 marzo parte per Eleonora De Luca un nuovo capitolo lavorativo. Debutta su Rai Uno Costanza, la nuova fiction con protagonista Miriam Dalmazio nei panni di una speciale paleopatologa. Ispirata al romanzo e ai racconti di Alessia Gazzola (autrice anche de L’allieva) la serie racconta la storia di una ricercatrice siciliana che si trasferisce a Verona per un nuovo lavoro.

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Ad accoglierla nella città di Giulietta e Romeo sarà sua sorella Antonietta, detta Toni, interpretata da De Luca. Nonostante sia la minore delle due, Toni rappresenta per Costanza una sorta di punto di riferimento e sarà lei ad aprirle le porte del nuovo capitolo della sua vita in Veneto.

Ho avuto un bellissimo rapporto lavorativo con Miriam. Ci tengo a dirlo perché è bello quando capita – ha raccontato l’interprete – Siamo riuscite a trovare un nostro codice da sorelle nella serie che spero si vedrà. C’è stata una grande sinergia“.

Saggia, riflessiva e centrata, Toni è una psicoterapeuta che metterà in discussione i suoi dogmi dopo l’incontro con un paziente. Un 2025 partito con grandi novità quello di Eleonora De Luca. L’attrice è presente anche nel cast de L’arte della gioia, miniserie Sky che vede l’esordio alla regia di Valeria Golino.

Originaria di Palermo, Eleonora lascia la sua Sicilia dieci anni fa per trasferirsi a Roma con l’obiettivo di diventare un’attrice. Con costanza, intesa in questo caso come perseveranza, studia e costruisce passo dopo passo il suo sogno. Quello che era solo un desiderio appassionato si è trasformato con il tempo in un mestiere, che De Luca spera di continuare per tutta la vita.

Abbiamo intervistato l’attrice a pochi giorni dal debutto di Costanza. Ecco quello che ci ha raccontato.

D: In Costanza interpreti il ruolo di Toni, sorella della protagonista, che è un vero e proprio punto di appoggio per lei. Cosa puoi aggiungerci?

R: La serie è tratta dai romanzi di Alessia Gazzola, Questione di Costanza. Il mio ruolo è stato raccontato nei romanzi ma è stato ampliato nella serie. Antonietta, detta Toni, è la sorella minore di Costanza. È una psicologa e psicoterapeuta. È più saggia di Costanza, che ha sempre la testa tra le nuvole. Nel corso della serie però si scoprirà che anche lei ha una certa dose di goffaggine. Toni adora Costanza e nonostante sia più piccola rappresenta un po’ un mentore per lei, una sorta di grillo parlante. All’inizio della serie Costanza si trasferisce a Verona da Toni.

D: E nel suo lavoro di psicoterapeuta Toni entrerà in contatto con un paziente molto particolare…

R: Non posso dire molto ma sicuramente ci sarà un coinvolgimento personale che farà vacillare alcuni dogmi che Toni si è autoimposta nella sua vita.

eleonora de luca
Miriam Dalmazio ed Eleonora De Luca in Costanza
foto di Yuri Spalletta

D: Nella tua vita sei un’amica come Toni o hai bisogno di un’amica come Toni?

R: Mi auguro entrambe le cose. Sono sempre stata una persona molto saggia. Mio padre da piccola mi chiamava ‘Eleonora la saggia’. In realtà sono anche un po’ Costanza, penso di essere una crasi tra le due. Sono molto fortunata, ho tante amiche che fanno un po’ da Toni con me.

D: Parte delle riprese sono avvenute a Verona. Che ospitalità hai trovato?

R: Tutte le scene esterne sono state girate lì. L’ho scoperta molto piacevolmente. Quando avevo dei momenti liberi mi piaceva girare per la città e scoprirla.  È davvero una piccola poesia, è stato molto bello girare lì. E conoscere le persone del luogo, che sono state estremamente cordiali e affabili nei nostri confronti.

In realtà abbiamo girato una grande parte delle scene negli studi Videa a Roma, dove è stata riprodotta la casa di Toni. È stato un periodo molto intenso, ho abitato quello spazio un po’ come se fosse casa mia.  È stato molto interessante per me, non avevo mai lavorato così tanto tempo in un set che rappresentava una casa. Si era creata anche una sorta di abitudine nel camminare in quegli spazi.

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Eleonora De Luca è Toni in Costanza
foto di Yuri Spalletta

D: Fai parte del cast di un’altra serie molto apprezzata, che è L’arte della gioia. Che esperienza è stata?  È una storia decisamente non canonica…

R: Assolutamente, è il romanzo di Goliarda Sapienza a non essere canonico. Valeria Golino, da regista, è stata fedele al romanzo. La miniserie è stata fedele a questa infedeltà che ha portato la scrittrice a raccontare questa straordinaria storia, utilizzando tutte le sue stranezze interiori. Anche nel leggere il libro, ti accorgi che da un momento all’altro passa dalla prima alla terza persona e in alcuni momenti sembra quasi il diario di “Cavallina”. Questo era qualcosa che poteva un po’ spaventare nel momento in cui si fa una trasposizione seriale. Invece è diventata la ricchezza di questa serie. Valeria Golino ha voluto dare un taglio di regia onirico e fantasioso. Sono stata estremamente fortunata. Da attrice quando passa il treno della fortuna non me lo lascio scappare, ci balzo sopra. L’ultimo periodo è stato molto bello. Ho lavorato a dei progetti in cui mi sono molto divertita e ho creato anche dei bellissimi legami. Fabrizio Costa, il regista di Costanza, è molto bravo. È attento ai dettagli, si ferma e fa tante prove con gli attori.

D: Che guida è stata Valeria Golino nelle vesti di regista?

R: È stato un percorso molto bello. A me piace molto improvvisare e ho visto che lei era ben predisposta già nella fase di provino, credo anche perché lei è una straordinaria attrice. Si è dedicata molto agli attori. Aveva una cura verso la nostra emotività. Discuteva delle scene con noi, ne parlava e si metteva nella condizione di trovare una quadra insieme agli attori.

eleonora de luca
Eleonora De Luca
foto di Maddalena Petrosino
Styling Alex Sinato
Mua Chiara Crescenzi per Simone Belli Agency
Ufficio stampa Giuseppe Corallo

D: Nel 2015 lasci la Sicilia per inseguire il tuo sogno a Roma. A distanza di 10 anni, cosa senti di dire alla te di un tempo che inseguiva questo sogno di diventare attrice?

R: Nel 2015 mi diplomo all’Accademia d’arte del Dramma Antico di Siracusa, ho abitato per quattro anni a Ortigia. Poi mi sono trasferita a Roma. Ho pochi rimpianti, la vita di tutti è costellata di momenti negativi e positivi. Cerco di trovare la mia posizione di felicità ogni giorno. Guardando la me del passato le direi soltanto che ha fatto bene. Amo il mio lavoro, amo essere un’attrice. Spero che durerà tutta la vita. Al momento sono felice di tutto quello che ho raggiunto solamente con le mie forze. Mi sono riscoperta molto coraggiosa in questi 10 anni.

D: Prima di approdare alla recitazione hai studiato danza e canto. Ti piacerebbe in futuro utilizzare le tue velleità artistiche? Magari in un musical?

R: Non lo escludo. In realtà nei film sono arti che ho già utilizzato. Nel mio primo film da protagonista, L’ora legale, con Ficarra e Picone, ho cantato la colonna sonora. E poi ne Le sorelle Macaluso di Emma Dante la coreografia che vedi ballare dal mio personaggio l’ho creata io in fase di provino. Amo che ci sia questa commistione perché sono cose che fanno parte di me. Io ballo e canto tutto il giorno. Non escludo di avere dei progetti che possano dare una nuova vita a queste cose che fanno parte della mia espressione.

D: In questi giorni si sta parlando tanto di Adolescence, una serie Netflix in cui ogni episodio è girato in piano sequenza. Tu in passato ti sei cimentata in un’esperienza di questo tipo. Come è andata? Che esperienza è stata?

R: È stato un set incredibile. Tu prima parlavi di ‘fortuna’ e hai detto bene, è un termine che utilizzo molto spesso. Ho fatto dei progetti tutti diversi. L’invenzione della neve di Vittorio Moroni è stato un set super sperimentale. Non ho delle reference simili a quell’esperienza attoriale. Eravamo sei personaggi in tutto. C’era una protagonista che attraversava le sei scene del film e avevamo tre giorni a disposizione per fare sempre la stessa scena che durava 20 minuti per personaggio senza interruzioni. Anche l’incidente doveva diventare una sorta di shock addizionale, qualcosa che veniva incluso e utilizzato per far fiorire maggiormente la scena. È stato bellissimo, ti liberi dell’idea di fare bene le cose. Capisci quanto anche l’errore ti dia una possibilità.

D: L’arte della gioia e Costanza sono il presente. Stai lavorando su altro in questo momento?

R: Sì, stanno per partire dei progetti. Però sai che c’è questa classica cosa del ‘non si può dire’. Ho appena finito una tournée in teatro con Guerra e pace, uno spettacolo prodotto dal Teatro Argentino di Roma. E ora mi dedicherò a dei set, però ancora sono cose non dichiarabili. Ci saranno belle sorprese.

D: La tua serie tv preferita?

R: Severance. Ora sta andando di moda e sono felice ma io ho iniziato a guardarla quando uscì e dissi ‘Questo è un capolavoro’. Di regia, attoriale, di scrittura. Poi io amo la distopia, quindi tutto ciò che è speculazione mi fa impazzire. Guardo tante serie, amo fare binge watching.